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Il ponte e la feritaASSOCIAZIONE CURA E CULTURA - Via San Rocco n. 24 - 10010 - LORANZE' (TO) - Tel. 0125 -76680 IL PONTE E LA FERITA - Lotta fra amore e potere ne L’anello del Nibelungo Da molto tempo custodisco un’immagine nel cuore: un ponte unisce due rive separate da un abisso. Come nel sogno, è l’immagine di un ponte ma insieme anche altro, è questo e quello, sfugge al principio di identità. Perché le rive separate da un abisso sono al tempo stesso i lembi di una profonda ferita che il ponte sana avvicinandoli. Ma il ponte sono io, le mie braccia stese formano appunto un ponte, con una mano accarezzo chi più intensamente soffre il mal di vivere mentre l’altra sfiora quanto di più bello ha saputo pensare e realizzare l’essere umano. E allora il pan degli angeli, la bellezza insieme a suo fratello amore, fluiscono attraverso di me che sono ponte e vanno a sanare la ferita di chi ne ha disperato bisogno perché non sa vivere.Questa immagine, questo sogno se preferite, alimenta il mio fare fin dall’adolescenza, quando una sera di tanti anni fa Leonora III (1), forse il più potente inno alla vita che mi abbia mai risvegliato, mi toccò e mi disse chi sarei stato.Questa immagine ha generato Cura e Cultura, questa immagine ha generato il progetto IL PONTE E LA FERITA – Lotta fra amore e potere ne L’anello del Nibelungo. Cura e Cultura opera perché la grande arte non sia relegata nel lusso ma ne sia distolta per assolvere appieno la sua funzione di redenzione dalla sofferenza. Opera perché la grande arte sia sfondo e specchio necessari a ogni essere umano per manifestare lo splendore della sua presenza. Opera perché la grande arte sempre risvegli in ciascuno la propria nascosta bellezza e lo spinga a vivere con pienezza. Da qualche parte sappiamo che il Bello salva. Salva o rinnova una parte di noi o della nostra vita [...] solo che per accorgersi di questo potere di salvezza, bisogna aver sofferto.(2)Chi non sa vivere e conosce la grande sofferenza mentale sa che potenti farmaci siano amore e bellezza. Ma anche tutti noi che sappiamo vivere, o pretendiamo di saperlo fare, abbiamo avuto la nostra parte di sofferenza e siamo bisognosi del lieve tocco della bellezza. È infine una meravigliosa coincidenza – ma nulla accade per caso – che il cammino di Cura e Cultura possa incrociarsi per un istante con quello di Daniel Barenboim, che ha dato vita, memore di Johann Wolfgang Goethe (3), all’Orchestra Divano Occidentale-Orientale, ponte che osa sanare con la bellezza l’atroce ferita d’odio che da decenni dilania israeliani e palestinesi. Giorgio Moschetti(1) Si tratta di Leonora III, op. 72a, terza versione dell’Ouverture dell’opera Fidelio di Ludwig van Beethoven(2) Roberta De Monticelli, Nulla appare invano,Baldini Castaldi Dalai 2006(3) Autore fra il 1814 e il 1818 della raccolta di poesie Divano Occidentale-Orientale. Associazione Cura e Cultura C.F.: 93032700010 P.IVA 09258840017web designer arch. Valentina Moschetti Questo sito è stato creato con MAGIX Website Maker Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. Alte informazioni sono a disposizione in magix.info - the multimedia knowledge community di MAGIX, il leader di mercato dei software musicali, video e fotografici. |